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Il Castello Bulgaro

Il Castello Bulgaro di Borgo Vercelli

Il castello segna l'origine di Borgo Vercelli, quando si insediarono i signori Bulgaro, famiglia longobarda, attorno al V secolo.
I Signori di Bulgaro, molto religiosi, costruirono la chiesa parrocchiale, dedicandola alla Madonna Assunta, e ne furono patroni e benefattori con diritto alla nomina del pievano. Essi abitarono il castello fino al 1742, anno in cui l 'ultima discendente, Gabriella Teresa, sposò Areo Accelino Alliaga dei Conti di Ricaldone. La famiglia Bulgaro si trasferì a Torino in casa Alliaga e il castello fu venduto alla famiglia Aione di Baldissero.
La famiglia Alliaga continuò il patronato sulla chiesa parrocchiale con diritto di nomina del parroco. L'ultima discendente fu Maria Luisa Alliaga, la quale nel 1936 nominò il pievano don Giovanni Cavriolo e, nel 1939, sposò il duca di Genova Ferdinando di Savoia. Morì nel 1982 senza avere figli. Grande fu l'affetto che Maria Luisa, duchessa di Genova, nutrì per Borgo Vercelli, la sua comunità e la chiesa parrocchiale di S. Maria Assunta, a cui era particolarmente legata.

Il castello è stato acquistato dal Comune nel 1998.

Sin dal 1600 a.C. si erano insediati nelle nostre terre, molto fertili e adatte alla coltivazione, dei popoli provenienti dalla Liguria. Tra questi ricordiamo i Levi e i Lebeci: erano di indole pacifica ed essenzialmente dediti all'agricoltura, per questo la loro presenza segnò l'avvento di una grande pace nelle nostre terre.
La pace fu parzialmente disturbata con l'arrivo nel nostro territorio degli Umbri e dei Cimbri, discesi dalla Scandinavia in cerca di una fortuna migliore (1500 a.C.); ma poi riprese e durò più di un millennio, esattamente fino al 222 a.C., data in cui i Levi e i Lebeci caddero prima in discordia e poi in una lotta terribile che li costrinse a una divisione dei territori. Il confine naturale fu il fiume Sesia che allora scorreva nei pressi dell'attuale autostrada A26. A porre fine a queste discordie fu l'arrivo dei Longobardi, guidati da Alboino nel 568 d.C. Essi costruirono qui un castello (573 d.C.) e chiamarono questo luogo Bulgaro; e tale fu il nome del nostro Borgo fino al 1804, anno in cui fu cambiato in Borgo Vercelli.
Le famiglie dei Bulgaro erano composte da persone di grande onestà, legati alle leggi patrie, alla giustizia e al lavoro. Il primo nome eminente in questo periodo che balza alla storia è quello di S. Pietro Bulgaro, Diacono Levita; uomo di fede profonda secondo le patrie leggi e di grande intelligenza, si era recato a Roma per completare i suoi studi e fu subito apprezzato dal Papa S. Gregorio Magno, che lo chiamò ad essere suo uomo di fiducia e segretario.
Altro nome eminente fu quello di Giovanni Bulgaro, a partire dal 740 d.C. circa.

Dopo Pietro e Giovanni Bulgaro dobbiamo arrivare al 1050 d.C. per incontrare il grande nome di Oglerio di Bulgaro. Il figlio di Oglerio, di nome Gisulfo, sposò il 18 dicembre 1095 Imilia, figlia del Conte di Biandrate: era una delle prime famiglie del Piemonte. Da questo matrimonio nacquero Giacomo, Giovanni detto Ardizzone e Manfredo, ai quali l'imperatore Enrico V (1081-1125), con diploma del 18 maggio 1112, riconfermava il possesso di parecchi castelli, tra i quali quello che stava loro maggiormente a cuore: il castello di Bulgaro.
La famiglia Bulgaro, molto stimata per le sue profonde convinzioni religiose, per la rettitudine d'animo, per la nobiltà di sentimenti e di doti umane, aveva moltissime conoscenze religiose e civili; aveva inoltre il privilegio, estremamente ambìto all'epoca, di portare il baldacchino nell'ingresso degli arcivescovi in Vercelli. Quando questi facevano il loro primo ingresso, i signori di Bulgaro, con i Tizzoni, gli Avogadro e gli Arboreo, reggevano il baldacchino fino alla cattedrale.

Queste riconoscenze continuarono fino al 1748, anno in cui la famiglia si estinse. Gli ultimi bagliori della famiglia furono infatti dati da Antonio Francesco di Bulgaro, il quale, creato conte nel 1681,sposò il 21 ottobre 1656 Aurelia di Giovanni Paolo Cubani: da queste nozze nacque il conte Giovanni Battista di Bulgaro, ultimo maschio della famiglia Bulgaro, che sposò il 28 aprile 1721 Cristina Teresa Cerruti di Ferrere. Da quest'ultimo legame nacquero quattro figlie, tre delle quali morirono in tenera età. L'unica rimasta, Gabriella Teresa di Bulgaro, sposò il 14 settembre 1748 il conte Areo Accelino Alliaga.
Nelle insegne, gli stemmi dei Bulgaro e degli Alliaga furono uniti da un'unica corona. A partire pertanto da quest’epoca la famiglia degli Alliaga assunse tutti i poteri della famiglia Bulgaro, tra i quali il patronato della chiesa di S. Maria Assunta.
Tra varie riconoscenze e onori concessi alla famiglia Bulgaro, si arriva al 18 luglio 1812, anno in cui anche il conte Carlo Francesco Alliaga Gandolfi di Ricaldone passò le consegne al Conte Camillo che fu tenuto a battesimo dal Principe Borghese.
Il Conte Camillo Alliaga Gandolfi di Ricaldone ebbe un figlio: Carlo Secondo Maria, nato a Torino il 15 settembre 1851, che si sposò a Milano il 19 ottobre 1884 con Emma Teresa Luisa Cavalli figlia del generale Francesco e di Alina Casati; da loro nacquero cinque figli: Alina Ernesta, Vittoria Delfina, Camillo Francesco Filiberto, Giovanni Amedeo, Ernesta Caterina Maria e per ultima Maria Luisa nata nel settembre del 1900. Il padre Carlo Secondo affidò a Maria Luisa l'antico privilegio del patronato della Pieve di S. Maria Assunta in Borgo Vercelli, ereditato da Areo Accelino Alliaga nel 1748 dai signori Bulgaro. Come già ricordato, poi, Maria Luisa Alliaga Gandolfi dei Conti di Ricaldone sposò il 28 febbraio 1938 Ferdinando di Savoia Duca di Genova.
Il legame affettuoso di Maria Luisa con Borgo Vercelli è stato il motivo della sua visita personale e del suo ininterroto interesse per il paese, la sua Chiesa, la popolazione, il pievano. E questo è anche il motivo dei doni che ha lasciato: un prezioso calice porta incisa la storia della sua famiglia; il crocifisso, i candelabri, alcuni manoscritti sono l’ultima testimonianza dell’antico legame tra i Bulgaro e il paese.

Don Carlo Rustichelli

T O R N A